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GEREMIA  ACER

“Ha mai un popolo cambiato dèi?…” (2:11) (7:18) La parola “dèi” è tradotta da “elohim” che spesso è erroneamente utilizzata per definire Dio o l’altissimo. Elohim è plurale di Eloha o El, pertanto è più corretto tradurlo con “dèi” e non con “dio”, ma al di là di questo è interessante notare che di dèi all’epoca dovevano essercene tanti visto che i vari popoli avrebbero potuto cambiarli.

 Il Signore mi parlò così: «Và a comprarti una cintura di lino e mettitela ai fianchi senza immergerla nell’acqua». Io comprai la cintura secondo il comando del Signore e me la misi ai fianchi. Poi la parola del Signore mi fu rivolta una seconda volta: «Prendi la cintura che hai comprato e che porti ai fianchi e và subito verso l’Eufrate e nascondila nella fessura di una pietra». Io andai e la nascosi presso l’Eufrate, come mi aveva comandato il Signore. Ora, dopo molto tempo, il Signore mi disse: «Alzati, và all’Eufrate e prendi di là la cintura che ti avevo comandato di nascondervi». Io andai verso l’Eufrate, cercai e presi la cintura dal luogo in cui l’avevo nascosta; ed ecco, la cintura era marcita, non era più buona a nulla. Allora mi fu rivolta questa parola del Signore: «Dice il Signore: In questo modo ridurrò in marciume la grande gloria di Giuda e di Gerusalemme. Questo popolo malvagio, che rifiuta di ascoltare le mie parole, che si comporta secondo la caparbietà del suo cuore e segue altri dei per servirli e per adorarli, diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla. (13:1-10) In sostanza non si deve adorare altri dèi.

Tu mi hai respinto, dice il Signore, mi hai voltato le spalle e io ho steso la mano su di te per annientarti; sono stanco di avere pietà. (15:6) Quindi Dio non riesce a prevedere nulla e ci casca sempre come un allocco?

«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno e il cui cuore si allontana dal Signore. (17:5) Secondo Dio non dobbiamo fidarci l’uno dell’altro.

Io stesso combatterò contro di voi con mano tesa e con braccio potente, con ira, furore e grande sdegno. (21:5) (51:25) Ancora una volta il Signore combatte con la mano tesa. Mano è stata tradotta dall’ebraico “beyad” che significa anche “parte di una estensione laterale”.

Ma se non ascolterete queste parole, io lo giuro per me stesso… (22:5) (44:26) (49:13) (51:14) Dio giura!

Così mi disse il Signore, Dio di Israele: «Prendi dalla mia mano questa coppa di vino della mia ira e falla bere a tutte le nazioni alle quali ti invio, perché ne bevano, ne restino inebriate ed escano di senno dinanzi alla spada che manderò in mezzo a loro». Presi dunque la coppa dalle mani del Signore e la diedi a bere a tutte le nazioni alle quali il Signore mi aveva inviato a Gerusalemme e alle città di Giuda, ai suoi re e ai suoi capi, per abbandonarli alla distruzione, alla desolazione, all’obbrobrio e alla maledizione, come avviene ancor oggi…«Tu riferirai loro: Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Bevete e inebriatevi, vomitate e cadete senza rialzarvi davanti alla spada che io mando in mezzo a voi… (25:15-29) “YHWH eloha yisrael” dove “YHWH” sta per “YeHoWaH” o “YaHWeH” che è il nome proprio di uno degli “elohim” al quale è stato affidato il territorio israeliano. “YHWH” viene sempre tradotto “Signore”, “eloha” viene sempre tradotto “Dio”; quindi “il Signore Dio di Israele” in realtà va tradotto “Yehowah l’Eloha di Israele”. Vediamo comunque in questi passi che le altre nazioni non hanno, in questo periodo almeno, altri Elohim, ma hanno invece un “Melekh”, tradotto come “Re” ma che in realtà è una derivazione di “Malakh” che significa “emissario per conto di…”. Questo sta a significare che, probabilmente, gli Elohim di quelle nazioni se n’erano già andate.

Io ho fatto la terra, l’uomo e gli animali che sono sulla terra, con grande potenza e con braccio potente e li do a chi mi piace. (27:5) Qui c’è un errore di traduzione: “Io ho fatto la terra, l’uomo e gli animali che sono sulla terra” è tradotto da “anokhi asiti et-haaretz et-haadam veet-habehema asher al-pene haaretz”, ma il termine “asiti” non significa “fatto” nel senso di aver creato dal nulla, piuttosto si può tradurre in “preso”; quindi la traduzione corretta è “Io ho preso la terra, l’uomo e gli animali che sono sulla terra“.

Allora il re diede quest’ordine a Ebed-Mèlech l’Etiope: «Prendi con te da qui tre uomini e fà risalire il profeta Geremia dalla cisterna prima che muoia». (38:10) Altro madornale errore di traduzione: “sheloshim” vuol dire “trenta”, non “tre”. Se ci sono voluti trenta uomini per issare Geremia, quanto grosso era?

Se continuate ad abitare in questa regione, vi renderò stabili e non vi distruggerò, vi pianterò e non vi sradicherò, perché ho pietà del male che vi ho arrecato. (42:9) Dio si pente del male che ha fatto?

Babilonia era una coppa d’oro in mano del Signore, con la quale egli inebriava tutta la terra; del suo vino hanno bevuto i popoli, perciò sono divenuti pazzi. (51:7) Bella questa!

STRANEZZE BIBLICHE 10

School of Giorgione, The Judgement of Salomon,...

1 RE

Dio concede a Salomone di esaudire la sua richiesta e lo rende il più saggio di tutti gli uomini. (Più saggio anche di Gesù..) (3:12)

“Salomone si svegliò; ecco, era stato un sogno”. Per affermare questo vuol dire che la comunicazione tra Dio e Salomone deve essere stata abbastanza evanescente. Infatti, appena sveglio, riconosce di avere solo sognato. (3:15)

Come potrebbe essere Salomone “più saggio di tutti gli uomini” se il suo cuore “si voltò … dietro ad altri dèi”? (11:4)

“Il tempio costruito dal re Salomone per il Signore, era lungo sessanta cubiti, largo venti, alto trenta.” (6:2). “Salomone…Costruì il palazzo detto Foresta del Libano, lungo cento cubiti, largo cinquanta e alto trenta su tre ordini di colonne di cedro e con capitelli di cedro sulle colonne.” (7:1-2). Il palazzo di Salomone è più grande del tempio di Dio… Incredibile!

“Salomone immolò al Signore, in sacrificio di comunione, ventiduemila buoi e centoventimila pecore; così il re e tutti gli Israeliti dedicarono il tempio al Signore.” (8:63). Un vero sterminio di creature innocenti.

“La quantità d’oro che affluiva nelle casse di Salomone ogni anno era di seicentosessantasei talenti” (10:14). Oltre a suonare un po’ satanico il numero dei talenti d’oro, vorrei far notare che tale somma corrisponde a 50.000 chili d’oro (circa 800 milioni di euro).

“Ma il re Salomone amò donne straniere, moabite, ammonite, idumee, di Sidòne e hittite” (11:1). Appartenenti a quei popoli, di cui aveva detto il Signore agli Israeliti: «Non andate da loro ed essi non vengano da voi: perché certo faranno deviare i vostri cuori dietro i loro dei». Salomone, saggiamente si legò proprio a loro. (11:2)

L’uomo più saggio che sia mai vissuto (4:31) è stato tratto in inganno dalle sue mogli nell’adorare altri dei. (11:04).

“Salomone commise quanto è male agli occhi del Signore e non fu fedele al Signore come lo era stato Davide suo padre” (11:6). David è stato uno dei personaggi più disgustosi delle scritture, ma pare che il suo cuore era invece perfetto per il Signore.

“Salomone costruì un’altura in onore di Camos, obbrobrio dei Moabiti, sul monte che è di fronte a Gerusalemme, e anche in onore di Milcom, obbrobrio degli Ammoniti” (11:7, 33). L’uomo più saggio che sia mai vissuto era politeista.

“Il Signore suscitò contro Salomone un avversario, l’idumeo Hadàd che era della stirpe regale di Edom” (11:14). Per punire Salomone, Dio cerca un avversario anziché farlo direttamente lui.

“…il re preparò due vitelli d’oro e disse al popolo: «Siete andati troppo a Gerusalemme! Ecco, Israele, il tuo dio, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto»” (12:28). Ma poi diventa peccato (12:30).

“Un leone lo trovò per strada e l’uccise.” Praticamente c’erano due profeti. Il primo profeta ha mentito al secondo. Dio punisce il secondo perché ha creduto alla menzogna del primo mandando un leone ad ucciderlo. Un genio! (13:11-24).

“ho strappato il regno dalla casa di Davide e l’ho consegnato a te. Ma tu non ti sei comportato come il mio servo Davide, che osservò i miei comandi e mi seguì con tutto il cuore, facendo solo quanto è giusto davanti ai miei occhi” (14:8). Se Davide era davvero così giusto, perché Dio gli strappa il regno?

“perché Davide aveva fatto ciò che è giusto agli occhi del Signore e non aveva traviato dai comandi che il Signore gli aveva impartiti, durante tutta la sua vita, se si eccettua il caso di Uria l’Hittita” (15:5). A parte Uria Davide era buono.

“I superstiti fuggirono in Afek, nella città, le cui mura caddero sui ventisettemila superstiti” (20:30). Accipicchia, quanto erano grandi queste mura?

Dio uccide 127.000 siriani perché lo hanno definito Dio dei monti anziché Dio delle valli. (20:28).

Il figlio di un profeta disse al suo vicino di casa: “Colpiscimi!”. Ma il compagno si rifiutato. Allora Dio mandò un leone a divorarlo (20:35-36).

Dio cerca dei volontari. Egli vuole che Acab sia ingannato per i suoi scopi (22:19-22).

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