Archive for giugno, 2014


GEREMIA  ACER

“Ha mai un popolo cambiato dèi?…” (2:11) (7:18) La parola “dèi” è tradotta da “elohim” che spesso è erroneamente utilizzata per definire Dio o l’altissimo. Elohim è plurale di Eloha o El, pertanto è più corretto tradurlo con “dèi” e non con “dio”, ma al di là di questo è interessante notare che di dèi all’epoca dovevano essercene tanti visto che i vari popoli avrebbero potuto cambiarli.

 Il Signore mi parlò così: «Và a comprarti una cintura di lino e mettitela ai fianchi senza immergerla nell’acqua». Io comprai la cintura secondo il comando del Signore e me la misi ai fianchi. Poi la parola del Signore mi fu rivolta una seconda volta: «Prendi la cintura che hai comprato e che porti ai fianchi e và subito verso l’Eufrate e nascondila nella fessura di una pietra». Io andai e la nascosi presso l’Eufrate, come mi aveva comandato il Signore. Ora, dopo molto tempo, il Signore mi disse: «Alzati, và all’Eufrate e prendi di là la cintura che ti avevo comandato di nascondervi». Io andai verso l’Eufrate, cercai e presi la cintura dal luogo in cui l’avevo nascosta; ed ecco, la cintura era marcita, non era più buona a nulla. Allora mi fu rivolta questa parola del Signore: «Dice il Signore: In questo modo ridurrò in marciume la grande gloria di Giuda e di Gerusalemme. Questo popolo malvagio, che rifiuta di ascoltare le mie parole, che si comporta secondo la caparbietà del suo cuore e segue altri dei per servirli e per adorarli, diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla. (13:1-10) In sostanza non si deve adorare altri dèi.

Tu mi hai respinto, dice il Signore, mi hai voltato le spalle e io ho steso la mano su di te per annientarti; sono stanco di avere pietà. (15:6) Quindi Dio non riesce a prevedere nulla e ci casca sempre come un allocco?

«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno e il cui cuore si allontana dal Signore. (17:5) Secondo Dio non dobbiamo fidarci l’uno dell’altro.

Io stesso combatterò contro di voi con mano tesa e con braccio potente, con ira, furore e grande sdegno. (21:5) (51:25) Ancora una volta il Signore combatte con la mano tesa. Mano è stata tradotta dall’ebraico “beyad” che significa anche “parte di una estensione laterale”.

Ma se non ascolterete queste parole, io lo giuro per me stesso… (22:5) (44:26) (49:13) (51:14) Dio giura!

Così mi disse il Signore, Dio di Israele: «Prendi dalla mia mano questa coppa di vino della mia ira e falla bere a tutte le nazioni alle quali ti invio, perché ne bevano, ne restino inebriate ed escano di senno dinanzi alla spada che manderò in mezzo a loro». Presi dunque la coppa dalle mani del Signore e la diedi a bere a tutte le nazioni alle quali il Signore mi aveva inviato a Gerusalemme e alle città di Giuda, ai suoi re e ai suoi capi, per abbandonarli alla distruzione, alla desolazione, all’obbrobrio e alla maledizione, come avviene ancor oggi…«Tu riferirai loro: Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Bevete e inebriatevi, vomitate e cadete senza rialzarvi davanti alla spada che io mando in mezzo a voi… (25:15-29) “YHWH eloha yisrael” dove “YHWH” sta per “YeHoWaH” o “YaHWeH” che è il nome proprio di uno degli “elohim” al quale è stato affidato il territorio israeliano. “YHWH” viene sempre tradotto “Signore”, “eloha” viene sempre tradotto “Dio”; quindi “il Signore Dio di Israele” in realtà va tradotto “Yehowah l’Eloha di Israele”. Vediamo comunque in questi passi che le altre nazioni non hanno, in questo periodo almeno, altri Elohim, ma hanno invece un “Melekh”, tradotto come “Re” ma che in realtà è una derivazione di “Malakh” che significa “emissario per conto di…”. Questo sta a significare che, probabilmente, gli Elohim di quelle nazioni se n’erano già andate.

Io ho fatto la terra, l’uomo e gli animali che sono sulla terra, con grande potenza e con braccio potente e li do a chi mi piace. (27:5) Qui c’è un errore di traduzione: “Io ho fatto la terra, l’uomo e gli animali che sono sulla terra” è tradotto da “anokhi asiti et-haaretz et-haadam veet-habehema asher al-pene haaretz”, ma il termine “asiti” non significa “fatto” nel senso di aver creato dal nulla, piuttosto si può tradurre in “preso”; quindi la traduzione corretta è “Io ho preso la terra, l’uomo e gli animali che sono sulla terra“.

Allora il re diede quest’ordine a Ebed-Mèlech l’Etiope: «Prendi con te da qui tre uomini e fà risalire il profeta Geremia dalla cisterna prima che muoia». (38:10) Altro madornale errore di traduzione: “sheloshim” vuol dire “trenta”, non “tre”. Se ci sono voluti trenta uomini per issare Geremia, quanto grosso era?

Se continuate ad abitare in questa regione, vi renderò stabili e non vi distruggerò, vi pianterò e non vi sradicherò, perché ho pietà del male che vi ho arrecato. (42:9) Dio si pente del male che ha fatto?

Babilonia era una coppa d’oro in mano del Signore, con la quale egli inebriava tutta la terra; del suo vino hanno bevuto i popoli, perciò sono divenuti pazzi. (51:7) Bella questa!

ISAIA                                                Immagine

“Allora verrà il Signore su ogni punto del monte Sion e su tutte le sue assemblee come una nube e come fumo di giorno, come bagliore di fuoco e fiamma di notte, perché sopra ogni cosa la gloria del Signore sarà come baldacchino.” (Isaia 4,5) Teniamo presente che il termine “gloria” fa riferimento alla parola ebraica “kavod” che significa “oggetto metallico pesante”. Ancora una volta troviamo una gloria che fa fumo di giorno e fiamme di notte.

“Per questo è divampato lo sdegno del Signore contro il suo popolo, su di esso ha steso la sua mano per colpire; hanno tremato i monti, i loro cadaveri erano come lordura in mezzo alle strade. Con tutto ciò non si calma la sua ira e la sua mano resta ancora tesa.” (Isaia 5:25) Anche qui risulta chiaro che la mano del signore assomiglia molto alla “canna” di una potentissima arma. Tra l’altro in ebraico la parola “Mano” è tradotta con il termine “yado” che significa anche “lato” inteso come estremità.

“Vibravano gli stipiti delle porte alla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempiva di fumo.” (6:4) Sembra quasi l’atterraggio di un velivolo rumoroso.

“Ecco, il Signore cavalca una nube leggera ed entra in Egitto. Crollano gli idoli d’Egitto davanti a lui e agli Egiziani vien meno il cuore nel petto.” (19:1) Sono rimasto allibito durante la traduzione in ebraico di questo passo, infatti in ebraico il termine “nuvola leggera” si traduce “anan kal”, mentre sulla bibbia ebraica c’è scritto “av kal” che si traduce “oggetto volante leggero”. Incredibile ma vero!

“In quel giorno gli Egiziani diventeranno come femmine, tremeranno e temeranno all’agitarsi della mano che il Signore degli eserciti agiterà contro di loro.” (19:16) Anche qui vediamo come l’estremità di YHVH viene puntata dall’alto verso gli egiziani

“perciò, eccomi, continuerò a operare meraviglie e prodigi con questo popolo; perirà la sapienza dei suoi sapienti e si eclisserà l’intelligenza dei suoi intelligenti».” (29:14) (44:25) Mantieni il popolo ignorante e governerai sereno.

“Secca l’erba, il fiore appassisce quando il soffio del Signore spira su di essi.” (40:7) La parola “soffio” è tradotta dall’ebraico “ruahh” che è il vento prodotto dal turbine del “kavod”.

“Io, io sono il Signore, fuori di me non v’è salvatore.” (43:11) Nemmeno Gesù?

 

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